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La tenuta 1
Oliva di Collobiano Sono anni che vado a passeggio a Valgiano per sorprendermi dei suoi sviluppi e delle continue trasformazioni. Osservo, non lavoro, che è incombenza dei giovani. Anche l’azienda è giovane, lo si capisce dall’aspetto e dall’ottimismo che c’è nell’aria. Il giardino di casa, ombroso, con fioriture bianche, arbusti profumati, alberi di limone a spalliera, è grande e vissuto dal via vai di adulti, bambini, cani, biciclette, ospiti, residenti, convegni, merende. Da degustazioni e compleanni. E’ un modo immediato di ritrovarsi. Con uguale naturalezza viene svolto il lavoro, oltre un’aggiunta di agile fantasia. L’azienda agricola vissuta per produrre vino, e olio, miele, uova, è in movimento in una giostra di uva, botti, olive, alveari, galline e scrofe al pascolo nel bosco di fondo valle dove vado sempre a guardare come grufolano. Nel frattempo il giardino e la campagna hanno assunto un particolare timbro. Voglio dire che sono in continuità uno con l’altro; vigneti, giardino, magazzino, prode d’erba e balze sono progettate con senso estetico e pratico nell’armonia del paesaggio. Guardo con occhio critico la crescita di certi gruppi di cipressi. E ogni volta mi dico che è stato scelto il punto adatto per piantarli poiché l’ombra non danneggia le culture e la forma scura tipica del cipresso cattura la vista del canalone che solca le pendici del Preappennino lucchese, da dove si incanala un vento del nord che trasporta nuvoloni, nevicate e temporali. In questa vallata non c’è traccia di borghi antichi, campanili e linea elettrica; si intuisce l’inizio di un sentiero tra gli alberi. E’ un bosco che conclude il paesaggio settentrionale dell’azienda e protegge le sorgenti dell’acqua di fattoria. Capita che la passeggiata prosegue in salita su per la valle, con l’impressione di non essere usciti dall’azienda che gradualmente passa da agricoltura a bosco; tutto è naturale.




