Se il vino è la poesia della terra, come diceva Neruda, allora il miele ne è l’antologia.
E’ uno specchio che riflette, condensandole, la moltitudine delle immagini e delle espressioni del luogo in cui viene prodotto, nei suoi aspetti più unici e mutevoli. Unici quanto è unico quel posto e mutevoli quanto è mutevole, il tempo e la stagione.
Unici quanto sono irripetibili le combinazioni di fiori, di piante, di piogge e di sole che incontrano le api per fare quel miele.
Così sono unici, non standardizzati e non ripetibili, i mieli di Valgiano.
Prodotti strettamente secondo le pratiche dell’apicoltura biologica, non filtrati e non sottoposti a nessun trattamento termico, neanche minimo, separati accuratamente a seconda delle epoche di fioritura, si hanno :
Acacia: dorata e intensa, dal gusto e dall’aroma delicato e arricchito di fragranze floreali che altri fiori della macchia e della campagna ogni anno le aggiungono in maniera diversa.
Castagno: non puro, scuro, ricco delle tipiche note amare di questo miele, ma arrotondato dal gusto e dagli aromi caldi della melata, che le api miscelano insieme al nettare dei castagni in dosi ogni anno differenti.
Millefiori: una moltitudine di fioriture; molta erba medica, trifoglio, girasole, prunus e macchia mediterranea.
Melata: ambra scura, dall’aroma inteso di caramello e ricco di note marsalate, dal gusto caldo e avvolgente, è la massima espressione dell’ estate tarda in cui viene prodotto.
Questi sono i nostri mieli, raccolti esclusivamente da alveari posti sui terreni della Tenuta e lavorati nei locali della Tenuta stessa, come a mantenere un ciclo biologico, chiuso e completo, a garantire cura e identità a ciò che si produce.