diario OGGI...

Viva le corna!

Un paio di anni fa mi ha contattato un artista lucchese perché aveva bisogno di un po’ di vino rosso e un po’ di vino bianco per un’installazione: “la Mangiatoia”. Andrea Salvetti lavora i metalli, legni di varie essenze per costruire oggetti solitamente utili oltre che stupefacenti ed esteticamente belli.
Ultimamente, mescola anche cibo e vino alle sue opere. Ogni volta che siamo stati coinvolti, noi del vino, ci siamo divertiti.
La Mangiatoia era stata appesa all’interno di un ristorante di Lucca e la gente mangiava direttamente da lì, senza l’uso delle mani come fosse un cavallo o una mucca; se veniva sete, ognuno aveva la propria cannuccia che scendeva dal soffitto e poteva scegliere se bere vino bianco o rosso.
Bellissimi anche i barbecue che ha costruito Andrea; 2 tavoli in ottone talmente belli da mettere in sala da pranzo… pieni di brace, con sopra le pentole, tutte sempre disegnate e costruite da lui in metalli diversi: acciaio, rame; una vaporiera, paniera, verduriera, e un fagiolone gigante per la frutta caramellata..
Qualche tempo dopo, mi ha chiamato per chiedermi se poteva “piantare” un corno in alluminio alto 11 metri da qualche parte sulla nostra collina. Aveva pensato a Valgiano perché qui usiamo le corna in agricoltura. Le corna di mucca vengono riempite di letame, sotterrate un giorno di autunno e levate sei mesi dopo in primavera. Il letame contenuto nel corno si è trasformato in “500”: una potente sostanza simile all’humus; questo composto viene mescolato all’acqua -usando una tecnica ben precisa- ed utilizzata come attivatore della fertilità del terreno, è una delle tante pratiche che fanno parte del sistema biodinamico che usiamo a Valgiano. (chi fosse interessato ad approfondire: www.biodinamicapratica.it)
L’idea mi divertiva e quando ho visto la foto dell’opera precedentemente posizionata in Alta Badia, mi è piaciuto. Così il corno è stato ben ancorato all’interno della proprietà, sul bordo di un poggio, come se fosse un caprone che guarda la valle e tutte le vigne e gli uliveti sottostanti.
Nel giro di poco, ignoti hanno calciato il corno di notte e, sempre ignoti, hanno scritto lettere ad un quotidiano locale, una lettera è stata pubblicata, domandava cosa fosse o rappresentasse. Puntualmente, il giorno dopo, sono venuti i vigili, per accertamenti, così abbiamo fatto vedere l’autorizzazione paesaggistica. Ultimamente sempre ignoti, si sono rivolti all’ufficio del sindaco esprimendo il dubbio sull’ancoraggio del corno… Se non avessero null’altro da fare, potremo mostrar loro come è stato fatto l’ancoraggio, per tranquillizzarli! Se invece vogliamo parlare di estetica, non possiamo negare che l’impatto ci sia; può piacere o meno.., ma è in sintonia con la campagna, l’altezza dei cipressi, molti animali, se non sottoposti a crudeli pratiche per allevamenti intensivi, hanno le corna ecc.. Cosa pensare allora della colonna massiccia in legno cementificata nella piana, non distante da qui, alta circa 30 metri, che reclamizza un fast food che “pare” non faccia tanto bene alla salute? Chissà se il comune riceve lettere anche su quella colonna..diversamente attraente..
Viva le corna!

diario

29 Dicembre 2015. Vini da 007

Quanti km si fanno ogni anno per vendere vino; presentare, mescere, raccontare la storia di Valgiano e del territorio in cui nasce. Lavorare la vigna, la terra, fare l’agricoltore è un mestiere duro, e bisogna correre;  i frutti che si raccolgono cambiano ogni anno, di conseguenza anche i loro derivati. Dall’altra parte del tavolino, alle degustazioni, i consumatori, i clienti, gli appassionati e i curiosi sono numerosi. Anche le domande.
Quanto fa di macerazione?
Aggiungete Solfiti?
Macerazione pellicolare?
La fermentazione parte spontanea, o aggiungete lieviti?
Filtrate?
Invecchiamento?
Quanti gradi ha questo vino?
Siete biodinamici?
Nessuno domanda MAI come è fatto il terreno, che è uno dei componenti più importanti del vino, dato che le radici lo scavano in profondità attraverso tutti i suoi strati e substrati, mentre tutti chiedono SEMPRE con che uva viene fatto. In realtà i vini di Valgiano non sono varietali, sono vini di “terroir”, che appartengono a un posto che ha un carattere ben definito, una personalità, eleganza, materia, trama, consistenza… non è difficile riconoscere un vino fatto in vigna se ben fatto, da un vino costruito e truccato in cantina. Basta fidarsi del proprio palato, della propria lingua, della salivazione che si produce quando il vino tasta la lingua -sempre che sia un vino di “terroir”. Ecco che, pian pianino, i consumatori iniziano a capire e ad orientarsi verso questi vini vivi, che esprimono un paesaggio. Non avremo mai la forza commerciale di un premier Grand Cru di Bordeaux come nel caso di Hubert de Boüard che ha puntato su James Bond infatti, una bottiglia di Angélus si vede per 7 lunghi secondi in Casino Royale, diventando così il vino più conosciuto dai servizi segreti. Mentre i vini di Valgiano si vedono sulle tavole dei Vignaioli, molto spesso anche quelli francesi. Sono loro i nostri 007 e senza segreti!

diario

25 Agosto 2015. Astrologia e calore

Ci stupiamo dell’intemperanza del Sole e del Calore di quest’anno dopo esserci stupiti della loro mancanza nel 2014. Eppure da qualche parte era scritto!
Acquisto il calendario lunare di Maria Thun dal 1999, per qualche anno non riuscivo neanche a leggerlo, non ci capivo niente. Poi, a Dicembre 2002, ad annata finita, leggo: “… il 16 Luglio Giove entra nel segno del Cancro (Acqua) e questo porterà abbondanti precipitazioni estive, il raccolto dei frutti autunnali non sarà di buona qualità.” Per la prima volta, ho letto con grande attenzione il calendario 2003: Giove sarebbe entrato nel segno del Leone (Fuoco) e l’estate sarebbe stata torrida. Per la prima volta ero preparato ad affrontare la stagione anche se, non riuscivo fidarmi…
13 anni dopo, nel 2014 Giove torna nel segno del Cancro e, prosegue, nel 2015, nel segno del Leone. I risultati ce li abbiamo sulla pelle, in cantina e nelle vigne. Sarà una coincidenza?
I greci ne parlavano nella loro mitologia, un complesso di miti allegorici che descrivono le forze della Natura. Giove/Zeus, il re degli Dei, regna sui cieli, sotto di lui gli altri dei, capricciosi e volitivi si scontrano e si incontrano in un turbinio di forze in perenne movimento.
Bisognerebbe tornare a osservare i cieli almeno quando le luci e la foschia urbana lo consentono. Anche perché finché non trovo un meteorologo che sappia definire il tempo con un anno di anticipo, preferisco far conto sulle stelle.

diario

10 Agosto 2015. A Valgiano, i vini targati 2014 , sono caratterizzati da una grande Vivacità

Per chi non lo sapesse, la scorsa estate ha

piovuto
piovuto
piovuto.

Poca luce è riuscita a farsi spazio sulla parete fogliare della vite, è stato difficile portare l’uva della giusta maturazione in cantina…ma, ce l’abbiamo –quasi-fatta.

A Valgiano, i vini targati 2014 , sono diversi rispetto ad un annata “classica”, meno zuccheri, quindi meno alcol. Nonostante il loro equilibrio, sono caratterizzati da una grande Vivacità(o petulanza come si diceva un tempo). Essa è conferita dall’acidità naturale del vino, frutto delle sottili trasformazioni fermentative .

L’acidità (che chiamiamo più volentieri vivacità) è il vettore di sublimazione della mineralità naturale dei vini di “terroir” . Essa intrattiene un rapporto molto sottile con i sali minerali di cui sono ricchissimi, con gran variabilità a secondo del loro luogo di nascita. Questo processo biochimico si chiama “ fenomeno di salificazione”. Grazie ad esso, i sali minerali si fondono armoniosamente in bocca con gli acidi naturali dei vini. Chiaramente, gli acidi avranno a loro volta, un effetto aspiratore della salinità. Sarà dunque la vivacità a sottolineare la mineralità del vino, la sua salinità.

La fermentazione alcolica, seguita da quella malolattica eseguono delle sottili trasformazioni che assicurano una vivacità di razza al vino che cesellerà la sua consistenza esaltando la sua stoffa. 
La vivacità fa vivere il vino in bocca, lo fa vibrare. Allo stesso tempo, valorizza la freschezza aromatica di un gran vino di clima, o di luogo, cosi come il suo stile di mineralità.

I rossi di Valgiano 2014 hanno un acidità marcata, il grado alcolico si ferma a 11,2%. Non sono ancora in vendita, ma si lasciano bere bene nel corso di questa estate di calura. Stessa cosa per il Palistorti bianco, che per contro, è terminato!

diario

10 Aprile 2015. Miele di Spiaggia

Le nostre api hanno prodotto un nuovo miele, che è già stato soprannominato “Ambrosia“, il nettare degli Dei..Si tratta del “Miele di Spiaggia“, e vien dalla Costa: Il luogo è la spiaggia della Lecciona, nel Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.Il mare è il Mar Tirreno, lo stesso mare che mitiga il clima sulle vigne di Valgiano, e che nei giorni di libeccio fa arrivare il suo sale fino sulle foglie degli ulivi. Qui su queste dune, tra la pineta e la riva, stanno le api che bottinano i fiori nella macchia mediterranea e sulle praterie di elicriso che si stendono fin quasi alla battigia e che conferiscono al miele un aroma inconfondibile. Così nasce il Miele di Spiaggia, dolce, ma con note salmastre,l’elicrisio si esprime in maniera marcata e prevalgono note di liquerizia e curry. Inizialmente la consistenza è di un liquido ambrato fino all’autunno quando iniziano i cristalli di grana media, che conservano inalterati quegli aromi che si possono ritrovare solo su questa spiaggia, nelle giornate calde d’estate.

diario

25 Febbraio 2015

Cercando il significato etimologico della parola sincero, viene fuori questa spiegazione:   I Romani ordinavano ai ceramisti e ai vasai greci partite di grosse anfore per vini e olii. Si sa che i vasi sono impermeabilizzati, o meglio invetriati,  specialmente all’interno perché il loro contenuto non trasudi; i Greci, un po’ furbetti, adottavano spesso un trucco: invece dell’invetriatura, più costosa, usavano la cera liquida che versavano nel contenitore. Nel tempo il trucco venne scoperto, perché anche se molto lentamente, il liquido contenuto usciva all’esterno del vaso per porosità. Allora i Romani, ormai smaliziati, quando facevano ordini di partite di vasi ai Greci, si raccomandavano che questi fossero SINE CERA e cioè senza cera. Praticamente senza trucco. Da qui la parola sincero che oggi sta’ a significare senza inganno.  Forse non è tanto  adatto l’utilizzo della parola sincero per descrivere un vino, perché è un termine più appropriato alle persone ( anche se è merce rara..)   Ai vini di Valgiano, ci piace “abbinare”  i seguenti termini qualificativi:
CONSISTENZA
MORBIDEZZA
VISCOSITà
VIVACITà ed ESUBERANZA
TRAMA
MINERALITà
LUNGHEZZA
PERSISTENZA AROMATICA
COMPLESSITÀ
Queste sono le fondamenta della degustazione geo-sensoriale.  “Tastando ” il vino e, privilegiando il modo in cui tocca la bocca, la lingua, e soffermandosi sulla salivazione che viene prodotta, si entra nella complessità del luogo che l’ha visto nascere.  Come ripeteva spesso Henri Jayer, il vino non è fatto per essere valutato, né per essere annotato. Non è nemmeno fatto per essere annusato, ma per essere bevuto. È stato creato dai nostri avi per attivare il piacere di stare assieme. Accompagna dunque i rituali più importanti del vivere in compagnia, dai banchetti cari a Platone , ai gotti d’amicizia intonati con un “alla salute”. Il vino di Valgiano è dunque un ” vin de lieu” che appartiene a un posto , ricco  di ……mille sfumature di roccia!

diario

25 Ottobre. Vendemmia 2014

Nell’antica Grecia la terra da coltivare non era data a chiunque, bensì “affidata” a persone che godevano della fiducia della comunità perché fonte  di cibo per il fabbisogno di tutti.  Per migliaia di anni l’agricoltore è stato colui che ha messo in atto un metodo agricolo atto a conservare al massimo la fertilità della terra, non ad impoverirla.Questo sistema di gestione del terreno è perdurato in Lucchesia, in regioni come la Garfagnana, fino ai primi del XX secolo: la terra apparteneva alla comunità e la affidava ogni anno a famiglie diverse, in funzione del numero di bocche da sfamare e del numero di braccia, controllandone la gestione e vigilando affinché mai si impoverisse. Questa è stata la prassi fino all’avvento della legge sulla successione e fino alla privatizzazione delle terre.Risultato: campagne abbandonate, frane e dissesti!A Valgiano ci siamo caricati delle nostre responsabilità: il paesaggio resiste, i boschi sono equilibrati, ricchi di humus, e fuori dalle zone boschive, nei suoli agricoli, la terra è anche più fertile, seguita amorevolmente con i preparati biodinamici (in questi giorni il 500P).Si coltivano diverse cose che si esprimono, più o meno delicatamente, nei bicchieri, nel pinzimonio, negli impasti, sulle griglie (volailles). Ai formaggi ci pensa Monica, appena sopra il nostro vigneto più alto, che tiene una decina di capre dal cui latte produce tutti i tipi di formaggi, ricotte, erborinati, caprini secchi e freschi che si abbinano alla perfezione con i vini, con l’olio ed il miele del loro stesso “terroir”. Per raccontare della vendemmia 2014 ci vuole ancora un pochino di tempo; questa suspense regalerà a tutti inaspettate sorprese… A presto!!

diario

e chi lo sà? 6 Agosto 2014

Parlare del tempo sarà forse un passatempo inglese ma quando la stagione è così uggiosa diventa un usanza anche per chi vive in paesi dal clima mediterraneo. Ma quando smetterà di piovere? La domanda alternativa l’ha chiesta già Bob nel 1963: “How many years can a mountain exist before it’s washed to the sea”? E la risposta non ce la daranno dei metereologi perdi tempo , ” the answer, my friend, is blowin’ in the wind” ..Dopo un Aprile caldo, secco, e assurdo, a Maggio un ritorno di freddo che ha rallentato la vegetazione. Il caldo si alternava al freddo, lasciando le piante e gli uomini interdetti, è primavera o è ancora l’inverno che non c’è stato? A Luglio la molto attesa estate non è arrivata, si potrebbe chiamare Lugliembre. sempre molto umido, le poche giornate di tregua dai violenti scrosci sono servite a governare la vigna nuova: piantare i paletti lungo il filare e zappare via l’erba che sembrava divorare le barbatelle ancora indifese. Velocemente bisognava anche passare con latte e zolfo, la mattina presto il 501, e ad inizio agosto, la valeriana. A Valgiano è tornato Alex Podolinsky. Ha scrutato l’orizzonte dal terrazzo, ed è partito carico di energia, per tre mesi in giro per l’Europa impegnato in conferenze con agricoltori attenti. Quando è tornato, era un po’ stanco ma soddisfatto. Ha detto the best farmers are in Italy! Per questo possiamo dire viva l’Italia!

diario

Primavera inoltrata, Valgiano 16 Magggio

A Marzo sono tornata in Cina; i primi giorni a HK. Mi piaciuta di più la metropoli questa volta, ero attratta dal suo caos ordinato.  Valgiano era affiancata assieme ad altri due produttori uno da Barbaresco, l’altro dall’Irpinia. È stato bello lavorare con loro pilotati dallo staff del nostro distributore. La seconda tappa era Chengdu , una “piccola” ( 14 milioni) città a Sud Ovest. Stavolta c’era solamente Valgiano per un pubblico molto giovane. Avevano creato un evento”vip” e mi sembrava di stare sul set di un film su Liberace tra lo show, le macchine lussuose, la tavola imbandita, le giacche di velluto dei partecipanti intarsiate di gemme e brillanti. Molte fotografie. In tanti mi hanno chiesto di fare la foto con loro “before I become red”. Si dice che i Cinesi non abbiano l’enzima per digerire l’alcool, e questo gli provoca un rossore sulle guancia, che , effettivamente avevo notato verificarsi durante gli eventi precedenti. Si mangia molto bene a Chengdu, il cibo è’ più piccante, ed è famoso il hot pot,  uno stufato che rispecchia in pieno l’abitudine cinese di mescolare fra loro ingredienti diversi che vengono cotti insieme in una grande pentola posto su un fuoco al centro del tavolo in cui ribolle acqua con olio ed un mix di spezie piccanti.  Purtroppo non ho avuto l’occasione di mangiare il loro piatto tradizionale, ma, i vini erano stati abbinati molto bene con altre squisitezze, che tutti apprezzavano. Man mano che la serata avanzava, cercavo guance rosse ma non vedevo visi paonazzi nemmeno tra gli apprezzatori più entusiasti. Il set era a questo punto, più ambientato ad un play di Li Yu. Conclusione:  bevi sano, bevi Valgiano, e non diventi rosso!Marzo, la primavera , la terra si risveglia, il 21 a scadere del solstizio, il Tenuta di Valgiano 2011 , passato il primo inverno in bottiglia, quindi chiuso, introverso, come magicamente  si apre, e si esprime, forte e gustoso.Inizio Aprile, Vinitaly: Valgiano doppiamente presente (stand più postazione ViViT): una fiera concentrata, dove si è sentito come sta andando il mondo, l’atmosfera era seria, attiva, nervosa, confusionaria , combattiva, alle volte anche allegra e soddisfacente.Potrebbe sembrare una meta frivola, ma da Verona, sono andata a Calcutta, a presentare diverse annate di Valgiano nella cornice del “Taj Mahal wine event”. Il primo posto che ho visitato nella City of Joy, è stato il tempio della Dea Khali dove ho assistito al sacrificio di una capretta che quotidianamente viene sgozzata in onore della dea nel cortile interno. Mi sono subito sentita risucchiata dai molteplici simbolismi di questa divinità e,  tra il bene ed il male, la paura, la repulsione, la passione, la sofferenza,  è prevalsa una forza unica ed inspiegabile, comunque positiva.

diario

26 Febbraio 2014. Lo Scasso dei Cesari ripiantato e altre vigne adulte di Forci.

La penultima settimana di dicembre abbiamo piantato  3 ettari di vigna, dove un tempo c’era lo “Scasso dei Cesari” . Questo impianto era stato fatto negli anni 50 da trenta famiglie che impiegarono il sistema dello ” scasso imperiale” . Consisteva nel scavare una buca di 1 metro, piantarci la barbatella, e ricoprirla di terra. Dal Cesari abbiamo fatto con Marco Moroni la selezione massale per ripiantare sangiovese, canaiolo, ciliegiolo e vermentino. Dopodiché abbiamo sradicato la vecchia vigna, (nel 2010)  piantato del grano e sovescio per riequilibrare e riabilitare la terra. Per un paio di anni, dal Gentil rosso e dal Verna abbiamo fatto una farina fragrante e profumata che abbiamo utilizzato per fare la pasta e il pane. Ci mancherà!  L’ altra novità , è Forci. Si chiamano Cancello, Orto, Santucci, Viani e Concetta, le cinque vigne che da inizio anno stiamo riabilitando dopo più di un anno di abbandono. Certi tralci che sembrano liane; duri e aggrovigliati, rendono la potatura e stralciatura lunga e faticosa. C’ è da sistemare i fossi che non accolgono le acque così la vigna in certi punti sembra una risaia. E se a Valgiano son Palistorti, a Forci son Palirotti, dato che son duecento i pali da sostituire! Per il resto, questa collina è come un angolo di paradiso, un paesaggio incontaminato, dolce e riposante con boschi e praterie, uliveti e qualche piccola vigna . L’esposizione è da manuale così come il terreno,  a tratti argilloso e calcareo. E la mattina, si inizia a lavorare presto poiché non c’è la guazza.

diario

Valgiano, 28 Novembre 2013. Passage to China

Per vedere e sentire la baia di Hong Kong sono salita fino al Peak.
Ci si arriva in macchina ma il tram a cremagliera è d’uopo; si arrampica su per la collina sempre più ripida, entrando nella vegetazione tropicale. Da qui, finalmente si respira un pò di aria. Il vento caldo soffia dalla gigantesca metropoli sottostante, brulicante di attività, tra grattacieli, navi, elicotteri, sopraelevate caotiche ma ordinate.Bye bye HK dopo 3 giorni di fiera al quinto piano della Intenational Wine and Spirits fair, dove l’Italia era collocata assieme alla Francia.L’affluenza di  distributori, bevitori e curiosi è stata molta, dalla Cina, Taiwan, e India.Shangai: il primo giorno era domenica, cosi, sono penetrata in un mercato dove, zig zagando tra motorini elettrici a doppio senso di marcia si è aggrediti dall’ odore pungente del tofu fermentato; mi sono limitata a prendere un tè che mi ha scaldata (la temperatura è invernale qui, rispetto al clima mite di HK) in un tempio servito con dumplings e dolciumi.Più tardi al Muay Thai a fare Thai boxing, e, in serata, un massaggio fantastico praticato da un cieco mi ha risanata.Ero quindi pronta per la settimana di lavoro programmata dallo staff di Sarment che distribuisce i vini di Valgiano tra HK e Cina.L’agenda era fittissima di appuntamenti e a Shangai come a Beijing, per il momento, i canali di vendita del vino, sono tutti “premium”. Staremo a vedere se i sommeliers del Four Seasons, Ritz-Carlton e Marriott, o Park Hyatt sceglieranno di inserire Valgiano nelle loro carte dei vini, dove il lavoro da fare sarebbe tanto! Ad ogni modo l’interesse c’era e ho incontrato persone preparate,  aperte e curiose con cui ho interagito, mangiato bevuto e passato dei bei momenti. E’ ancora presto per dire che il viaggio è stato un successo, ma sento di aver ben seminato là dove il terreno era stato preparato con cura e maestranza…!

diario

Ottobre

com’è andata la vendemmia 2013?ancora presto per dire; meglio mantenere un pò di cautela  nell’esprimere un parere completo…Vendemmia faticosa, proprio, per alcuni aspetti (pioggia?) simile alla 2010. Nonostante ciò, siamo riusciti a portare tanta uva  bella in cantina. Meno bene è toccata ai vitigni tardivi, come ad  esempio, il Sangiovese, ma solo nelle vigne più basse, che ha  sofferto dalle avverse condizioni climatiche; mentre i più precoci si sono espressi bene in frutto e maturazione. La vite è comunque sana e si è difesa bene in un annata estrema come questa. Inziata  il 5 Settembre con una squadra molto al femminile. Le ragazze, dopo la scelta delle uve che si effettua su 3 nastri di cernita, pestano i chicci e danno nome al tino che pigiano:eccoli in ordine cronologico di raccolta:Tini di fermentazione aperti, troncoconici in rovere5 settembre: L’anonimo Valgianiano6 settembre: Sancho10 settembre: Misstress11 settembre: Riino12 settembre: Domani tocca a Ilaria12 settembre: Xena12 settembre: No Zatlan Maggies12 settembre: Marianna cane13 settembre: Suca suca party13 settembre: L’allegro chirurgo13 settembre: Trenta per tre14 settembre: Corrado ha il Glado14 settembre: Le 3 Porcelline14 settembre: Fragole e champagne14 settembre: Saturday night fever17 settembre: Lilho e..17 settembre: Stich17 settembre: Fa’ buon brodo20 settembre: Samarcanda20 settembre: Ebollizione20 settembre: The fucking tino21 settembre: Fratelli Berna24 settembre: Special pelato24 settembre: Aspertini24 settembre: Petrarca24 settembre: Stoccolma24 settembre: Stai colma24 settembre: Lavinia25 settembre: Django25 settembre: Pablicito25 settembre: Leopardi25 settembre: Non guidare devi bere26 settembre: Sbarbina26 settembre: Pestosterone26 settembre: Cesare27 settembre: Grande Lebowsky27 settembre: La picatura de la ueva27 settembre: FCN: frega cazzo niente27 settembre: Pigverio28 settembre: Vent’unghie28 settembre: Lerici28 settembre: Elio28 settembre: Oliver28 settembre: Lacan2 ottobre: Il marchese3 ottobre: Ottobre rosso3 ottobre: Schizzo3 ottobre: Old lady4 Ottobre: festa di fine Vendemmia, dopodiché, è iniziato a piovere e non smette più…

diario

21 Giugno

L’estate finalmente è arrivata. Sembra ieri che ancora avevamo le coperte ma le viti sentono il calore, i tralci cominciano già ad indurire ingiallendo fino a diventare legno, capace di superare l’inverno e pieno di sostanze preziose per l’anno prossimo.

Giro per le vigne odoranti di zolfo in cerca del primo acino rosso, lo scout che apre la pista, poi arrivano tutti gli altri in massa.

diario

28 Maggio

Mentre aspettiamo che maturi nelle botti, saluto tutte le sere un pettirosso che viene davanti a casa, e anche una merla, ma lei viene la mattina presto, a mangiare le briciole… è una furba quella lì!

tratto dall’articolo di Laura Collobiano per

Pietre Colorate – Primavera 2013

diario

Maggio

Pausa di arresto nella corsa primaverile per temporale! La primavera si è fatta aspettare ma quando è arrivata, con 15 giorni di ritardo, ha presto recuperato il tempo perduto. La velocità di crescita dei germogli e dell’erba era constatabile a occhio nudo! Si sentiva perfino a orecchio. Scacchiare, falciare, distribuire il primo 501, pioggia, primo trattamento con solo latte, trattori che si rompono, quad che si rompe, falciatrice che si rompe, secondo 501, pioggia, secondo trattamento con solo latte, scacchiare, falciare, trattori che si rompono, quad che si rompe, trincia che si rompe, pioggia, terzo trattamento con latte e zolfo, scacchiare, falciare, terzo 501… e via cosììiì…

diario

5 febbraio

Quanti millemetri di pioggia son piovuti durante il mese di Dicembre? e quello di Gennaio?
Sulla nostra colline 240 + 217 (piovosità totale= 457 = mezzo metro).
E quanti smotttamenti di quà e di là? Parecchi. A due km a sud da noi è stata chiusa una strada importante perché è franata nel torrente a valle; sulla collina di fronte a noi è venuto giù metà piazzale sul poggio… allertati comune/provincia/consorzio di dovere, la risposta che scomodamente rimabalza è:..non ci sono soldi…
Per lo meno, la nostra terra è sana, è robusta, è mantenuta , è …viva!
Allora, beviamoci su! magari un bel bicchiere di Palistorti

diario

Valgiano Japan Cina, 12-20 Novembre 2012

Il viaggio per Tokyo è lungo; ma poi l’aereoporto di Narita è tutto facile e nel giro di un paio di ore sono in albergo; sono le 2 del pomeriggio e devo tirare avanti fino a sera per evitare che il fuso orario mi tenga sveglia di quà dall’equatore. Passo il pomeriggio a passeggio nel quartiere (Idabashi), dove ci sono un mucchio di negozi carini tra incensi, cartoline decorate a mano, pennelli, centinaia di ristorantini ma da nessuna parte si può avere un tè… tanti caffè di tutti i tipi, europei, americani ecc…
Finalmente verso sera trovo una tea room, e mi piazzo a sorseggiare un bel tè verde che sà di alghe e cipresso, troppo buono!

L’indomani sono freschissima dato che son risuscita a dormire quasi 12 ore e mi raggiungono Giovanna Piasentin e Yoshiyuki Kawazu con cui lavoro da una decina di anni quasi, andiamo a mangiarci un bel riso nel quartiere cinese, poi a trovare clienti, affiancati dal responsabile vendite del mio importatore, lui si chiama Kondo, e per me ha organizzato assieme a Giovanna e Yoshi 3 giorni fitti fitti di appuntamenti.
Quella sera poi siamo al ristorante Perbacco, che è pieno, e lo Chef ha abbinato un assaggio per ogni vino; e i vini erano 10, comprese vecchie annate di “Giallo dei Muri”, la 2001, che ho trovato in splendida forma, quasi un Montrachet (modestamente)… , e poi un risotto cucinato con una specie di Topinambour, dove bisognava aggiuncerci l’olio di Valgiano..finita la cena, i presenti mi hanno chiesto di firmare le bottiglie, così ho cominciato a disegnare stelle, gocce, nuvole, montagne, cuori sulle bottiglie, e poi anche sul vetro del ristorante!! Kondo ha preso ordini …Giovanna ha tradotto la mia presentazione… si, ero “lost in translation”…

Che serata stupenda… ci voglio ritornare, presto!!

Il giorno dopo, 13 Novembre, c’è stata la degustazione; i francesi erano radunati in una paio di sale dell’albergo, mentre Italiani, Australiani, Georgiani, Spagnoli, e Austriaci eravamo dislocati in un altro edificio mal indicato e assai freddo, c’erano poche distrazioni, perlomeno… Insomma di gente non ne è venuta tanta, ma, almeno era buona; io ero sempre affiancata da Kondo, Giovanna e Yoshi, quindi molto ben rappresentata. Tra gli altri, ho conosciuto una giornalista con cui mi sono intrattenuta per un bel pò, che stà scrivendo un libro sui “vini Naturali”, ho incominciato col dirle che doveva cambiare titolo… meno male che era una tipa aperta…
L’indomani, Giovanna, Yoshi ed io, siamo partiti per Osaka 2 ore di treno bellissimo e velocissimo percorso di 500km, a metà tragitto, ho visto il monte Fuji nella sua immensità, sembra proprio un vulcano, è imponente, e la punta era innevata, ha qualcosa di decisamente magnetico.

All’arrivo c’era Kondo a prenderci; con lui a visitare clienti fino a sera, per poi terminare all’Enoteca Barbera, che si trova nella zona “frivola” di Osaka, un minuscolo locale dove lo chef prepara piatti deliziosi abbinati ai vini scelti dal sommellier, il mitico Mori.
Il locale è pieno, l’atmosfera come sempre in Giappone, all’inizio è leggermente tesa, formale, seria, poi si scalda gradualmente e tutti gli inchini iniziali si trasformano in abbracci e scambi più calorosi.
Anche qui i vini riscuotono successo, non bastano le casse portate da Kondo, ce ne vorrà dell’altro… Le firme, disegni e illustrazioni delle bottiglie e del muro, vanno avanti per un bel pò, finché non fà più il pennarello.

L’indomani dopo un paio di visite, andiamo a Kobe; Kondo ci porta dal suo presidente che ci offre una meravogliosa colazione in una stupenda scatola di bambu. Poi mi accompagnano all’aliscafo che attraversa la baia di Kobe con dietro la catena montagnosa Rocco (tante montagne appuntite e verdi) in mezz’ora arriva all’aeroporto di Osaka, (e non sò che musica stessi ascoltando, forse un pezzo di Wojciech Rajski, mi sembrava di essere in un film) che è una gran bella struttura disegnata da Renzo Piano, ha dato il meglio di sè; siamo nella pancia di una gigantesca balena, con dei mobiles simil Calder sospesi al soffitto; come al solito è tutto pulitissimo e anche qui le assi del gabinetto sono scaldate!

In serata arrivo a Shangai, l’impatto per chi arriva in quest’immensa metropoli, è notevole, e per chi ci arriva dal Giappone è quasi uno shock culturale…

L’indomani, il 16 Novembre vado alle 9 a presentare l’azienda allo staff del mio nuovo importatore, Sarment. C’è una bell’energia, la gente è giovane, sveglia e curiosa… poi alle 10.30 inizia la degustazione la stessa di Tokyo; Renaissance des Appellations, stavolta siamo tutti riuniti in un grande albergo, 58 produttori di vini biodinamici, da tutto il mondo. Tanta gente è venuta a questo tasting, la sala è piena e al mio tavolo c’è Ze che uno dei Somelilier della Sarment, sembra davvero bravo e, direi che lo conoscono in tanti. I Cinesi a Shangai sembrano assai diretti, non ci sono tante formalità, e la giornata vola… L’indomani vado a pranzo con il mio importatore e, verso sera vado all’aereoporto per partire per Melbourne, dove non arrivo mai perché mi mancava il visto… così rientro in città, torno alla casa dei miei amici francesi dove ero ospite, e ci resto ancora un paio di giorni, stavolta, senza correre, riesco a visitare un minimo la città i mercatini, bere del Tenuta e studiare le loro usanze…

Il 20 rientro e son ben contenta, dopo un viaggio durante il quale si è molto concentrati… arrivo a Valgiano, e li sulla scrivania, tra gli altri, 2 ordini: uno dal Giappone, l’altro da Shangai..

diario

2 ottobre 2012

Oggi sono apparse le prime cinque foglie ROSSE su di un

tralcio nello Scasso di Cima.

E’ autunno oramai. L’aria si è rinfrescata,

le pioggie sono più frequenti

Ma si dorme meglio perché l’uva è stata tutta raccolta.

Le ultime

casse le abbiamo portate ai nastri Martedi 25 Settembre. Tutto è iniziato il 21 Agosto. La vendemmia è partita torrida per finire medio fresca. E’stata un annata di raccolta non eccessiva; le varietà precoci hanno sofferto di più per la siccità, e le rese sono state inferiori, ma non ci sono stati appassimenti, e le altre più tardive, tra cui il Sangiovese,

hanno reso bene… ora che è quasi tutto oramai vino, tiriamo un sospiro, e aspettiamo…

diario

29 settembre 2012 Pia Pera

Io l’olio ho provato a farlo da sola, con i miei olivi, però ne ho pochi, una cinquantina, e quando vado al frantoio, tutto inutile:

ottengo solo il frutto di un baratto, olive in cambio di olio, olio spremuto da cosa capita, e c’è solo da sperare che nemmeno gli altri della zona irrorino di prodotti chimici. Nessuna certezza, però. E allora tanto vale comprarlo, si fa prima e costa meno. L’oliveto però lo tengo, perché c’è ormai e perché è bello, ma le olive le lascio cogliere a certi miei amici che le fanno spremere insieme alle loro, e vengono a raccogliersele da me. Per loro, ne vale la pena.

E l’olio? Preso atto dell’evidente sconfitta del mio progettino di autosufficienza, vado a prenderlo da Laura a Valgiano. In questo modo sono sicura che sia buono, e non avvelenato, e anzi, addirittura biodinamico. Perché lì c’è tanta terra, e a lavorarla sono in tanti, tutte persone che del vivere in armonia con la campagna e tra loro hanno fatto una filosofia di vita.

È un mondo a sé, Valgiano, dove c’è proprio tutto: il bosco, l’orto, la vigna, i polli, i limoni, i maiali, i preparati biodinamici con il corno letame, le api e gli amici, i bambini e i cani, la tata e il gatto, i contadini, l’enologo, il giardiniere e il giardino, la serra, le mura a barbacane, la villa, la cantina, la biblioteca e il biliardo, e un paesaggio infinito a vista d’occhio. Ho elencato così come viene, da dove si comincia non ha importanza. Perché ogni cosa è ugualmente necessaria.

Ecco la lezione: non si può fare nel piccolo, da soli. Io mi ero illusa, nel mio poderetto, di vivere in modo ecologico, invece sono sicura che, a misurarla, la mia impronta ecologica sarebbe profonda e incisiva da far paura. Più che se vivessi in un monolocale davanti alla COOP.

Anche le vigne invecchiano. Espiantato lo scasso dei Cesari, adesso, mentre la terra riprende fiato, fanno pure il grano, così sono sicuri che sia di semente buona e macinato di fresco, non come certe farine che arrivano chissà da dove, tenute ad ammuffire in container, e poi di vivo ci rimane ben poco, e di tossico troppo.

Le dimensioni contano. Certe cose nel piccolo, per conto proprio, non riescono. C’è un modo solo per non affaticarsi più di quanto sia ragionevole e non sprecare risorse ed energie: fare in modo che ogni cosa rientri in qualcosa di più grande, in una rete di rapporti, che è poi la rete della vita. È stata per secoli la saggezza dell’azienda agricola, della casa di campagna. Adesso è l’idea fondante della permacoltura: misura di terra grande abbastanza e varia da contenere un microcosmo pulito.

Pia Pera 29 settembre 2012

diario

Giugno 2012

Ci abitueremo mai a questa alternanza di piogge torrenziali
seguite da caldo siccitoso?
Per fortuna le viti sembrano fatte apposta, per più di 40 giorni hanno continuato a crescere con l’umidità accumulata dall’humus.

Adesso la parte fogliare è splendida, verde brillante
senza un accenno di sofferenza.

 

diario

Maggio 2012

Quando abbiamo deciso di aprirci un po’ di più alle visite non immaginavamo questo!

Un pellegrinaggio, ristoratori, enoteche, appassionati.

Da una parte è gratificante ma il rischio è che ci si perda in chiacchere e si lavori meno.

diario

Aprile 2012

Che effetto ritrovarsi dopo un inverno alpino

freddo e secco in una primavera tropicale.

Le piante crescono, i funghi imperversano

e noi corriamo.